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venerdì 18 marzo 2011

Mariastellae Meae Laudes



Mariastellae meae laudes.



Qui canterò con novella baldanza
quella valletta d’antica speranza
che della scuola fe’ trista mattanza

Vizza ninfetta senza cedimento
che a Brescia arraffo' un ghiottissimo cento
e Reggio la fe' avvocato in un momento

Passati gli anni per fica di legno
Intanto ha falciato gia' mezzo sostegno
e ora non paga va dritta al mio assegno.

Brutto mestiere, quadrare i conti
Lesta lei chiede consiglio a Tremonti
e i suoi programmi son gia' belli e pronti

"Gli atenei son fondazioni
le comanda chi ha i milioni
Tutti gli altri son minchioni!"

Così la ricerca paga lo scotto 
E per non finire stecchiti di sotto
Si compra il biglietto e si fa fagotto

O piscina di ignoranza
tu delizia dei sottopanza
ti si porti un’ambulanza!

Che per far di necessità virtù
perché Silvio non ci caschi più
gli hai tolto Giochi e Gioventù

“No non son queste le educatrici
che hanno creato gli stipendifici
vattene altrove coi tuoi sacrifici!”

Replica Silvio,” una donna indegna
è chi lavora e rimane pregna,
peggio se ha una famiglia e insegna"

Così per dare una bella lezione
a quelle che sfruttano la gestazione
Ti sei fatta pipare e sfoggi il pancione

Fra tate e inservienti tu fai vita bella
tu detergi-intelletti, tragica bidella
serva dei servi, Mariastella!



Franklin Delano Impellenza