lunedì 22 agosto 2011

Tremonti, Scontrino di Dio. Secondo episodio. Espiazione dei Risparmi e Taxi Driver.

Episodio n.2 – Espiazione dei Risparmi e Taxi Driver.

Giulio era nella propria stanza da letto, chiuso a chiave e con il climatizzatore spento, che tuttavia accese quando per un istante pensò all’inferno, quello dantesco, da lui immaginato come un insieme di gironi: evasori, dipendenti pubblici, "scioperai", leghisti, teletubbies e così via.



Nella sua stanza, il suo pollice e il suo indice stringevano un gessetto, che lasciava dietro di sé strani disegni, frasi scomposte. Una di queste diceva “espiazione dei risparmi”. Infatti, successivamente alla sua folgorazione alla Giovanni Lindo Ferretti, egli pensava spesso al troppo risparmio come una sorta di peccato, un attaccamento ai soldi, lo stesso di cui erano ammalati alcuni commercianti, i quali rientravano sempre in una sorta di scenetta che lo stesso Giulio riproponeva spesso davanti allo specchio:

-        - Ma dici a me? E con chi stai pavlando…dici a me! Eh, ci sono solo io qui. Non lo fai…lo scontvino?

Intanto, le particelle di solfato di calcio diidrato*  fluttuavano per la stanza in ordine sparso e del tutto casuale, un po’ come le frasi e gli strani disegni  che Tremonti aveva fatto sulla sua lavagnetta comprata all’IKEA, in cui lo stesso capitava molto frequentemente per via della sua passione per gli scontrini molto lunghi anche per piccoli acquisti. Giulio era solito comprare dei sacchetti di Kottbullar, le polpette svedesi dal retrogusto smontabile.


 di  -Ma dici a me? E sì, se guavdi e mi pavli vuol dive che stai pavlando con me. Non lo fai… lo scontvino?

Sì, Giulio era solito ripetersi più volte e lungo tutto l’arco della giornata. Anche a Montecitorio, mentre i suoi colleghi ministri si arenavano tra i banchi pur di raggiungere la maggioranza nelle votazioni, lui era in bagno che ripeteva la sua scenetta. La ripeteva ogni giorno anche in macchina, tramite uno specchietto rubato a sua moglie Fausta.

Ma torniamo a quella frase. Espiazione dei Risparmi. Una frase inquietante che farebbe rabbrividire sia i rabbini che i risparmiatori neo-nazisti. Tremonti, d’altro canto, ha uno dei redditi imponibili netti più bassi tra tutti i parlamentari, con 39.672€ netti, 176.897€ lordi. In pratica, uno stipendio lordo.

Era proprio questo “lordi”, presente in ogni dove, a spaventare Tremo (il soprannome affibbiatogli da bambino, per distinguerlo dal suo amico immaginario Monti, preferito dai suoi stessi genitori al figlio visibile per via della erre irritante), ad innervosirlo, a pugnare sul muro.

Sulla lavagnetta, vi era una nota a partire dall’angolo in basso a sinistra, poco sopra la figurina Panini di Mourinho. La nota diceva: “Reddito lordo, avanti così”. Sebbene possa apparire molto banale, questa frase racchiudeva in sé tutta la mostruosa idea Tremontiana: trasformare i redditi in redditi completamente lordi.
-          
    - Se non puoi abbateve un nemico, passa dalla sua pavte. Sacvo cuove di Gesù pevdona i mezzi con cui conduco il tuo popolo alla salvezza delle anime.


Una volta alzatosi dall’inginocchiatoio, tornava allo specchio summenzionato.
-          
      - Dici a me? Hai fatto lo scontvino?


*Il gesso tradizionale, che Tremonti preferisce di gran lunga a quello in carbonato di calcio, solitamente utilizzato dal suo professore di economia generale all’università, che all’esame gli mise 29, per andargli in culo.

Andreaseperso


Nessun commento:

Posta un commento