venerdì 19 agosto 2011

Tremonti, Scontrino di Dio.


Capitolo primo, la folgorazione.


Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze, è in un periodo di crisi depressiva, stress, caldo psicologico che non lo abbandona neanche in altura o in quelle serate in cui cerca di rinfrescarsi con una coca-cola, magari sorseggiandola insieme ai suoi vecchi amici della lega nord, magari nel giorno del suo compleanno. No, questo caldo psicosomatico proprio non lo abbandona ed anzi lo cucina pian piano come fosse una pietanza di quelle che si conservano per giorni proprio in virtù del processo di lunga cottura, come il pane di Altamura. Una crosta fuori, a rafforzare le apparenze, di un uomo ormai ammorbidito da tutto l’acido che gli si è gettato addosso. Da tutti.

La coca cola non aiuta.

La crisi economica, di borsa, dei mercati, delle banche, non è cosa da poco. Non c’è da preoccuparsi, tuttavia, poiché i telegiornali ed il servizio pubblico tendono a non spiegare al popolino cosa effettivamente significhino le oscillazioni dello spread, i titoli di stato, i cinesi che si incazzano. Lasciano che ognuno nel suo piccolo pensi che prima o poi lo stesso TG trasmetterà la seguente frase, in questo preciso ordine: “L’economia è in ripresa, lo dice l’xxxxxxxx” dove al posto di xxxxxxxx ci sarà ISTAT o qualche altro Istituto di Studio per le Tarantelle a Taranto. Quel giorno, al TG1, ci sarà quel conduttore sulla cinquantina, per niente rassicurante e con una voce inadatta ad uno che dovrebbe fare quel mestiere, in quanto esilarante e più adatta alla presentazione di uno di quei tanti premi che assegnano nelle serate estive sulla stessa RAI, come Castrocaro ed altri premi per le proprie raccomandazioni.

E’ in questo contesto, di disinformazione e rincoglionimento, che Tremonti prova questo caldo. E’ accaduto proprio in una di queste notti che Tremonti, svegliandosi di soprassalto per aver sognato di aver perso l’ennesima volta al videopoker, ha pensato alla parola “flagellazione”. Giulio aveva pensato di auto-punirsi senza una motivazione razionale.

Preso da questo pensiero e questa voglia auto-punitivo-distruttiva,Tremonti ha avuto la sua personale (forse) illuminazione: auto-flagellare il paese intero. Alla fine, ha pensato, se c’è la crisi è colpa di tutti, evasori, mafiosi, politici, scioperai ed anche della gente per bene, magari con stipendio mediamente basso, per via della loro incapacità auto difensiva (da leggersi sia come non capacità ad auto-difendersi, sia come autodifesa nella propria incapacità, in controtendenza alla logica). E’ colpa di tutti, ha pensato, è colpa di tutti.
Ad un tratto, il caldo psicosomatico di Giulio si è condensato in una fiammella spirituale, illuminandogli  lo spirito e innalzandolo ad un livello di sovracoscienza in cui ha finalmente capito di essere stato mandato da Dio stesso, a far da cilicio sociale, a far pagare tutti, per tutto.

Così, Tremonti, scontrino di Dio, ha iniziato il suo viaggio spirituale fatto di visioni nell’aldilà dell’umano fisco. In bilico tra le due dimensioni, Giulio subisce involontariamente delle illuminazioni che per sua personale convinzione lo porteranno a salvare il paese, non dalla crisi, ma dai suoi uomini troppo vogliosi di evadere le tasse ma anche da quelli ossessivamente desiderosi di risparmiare. Proprio per questi ultimi, Giulio ha potuto apprezzare una geniale trovata del supremo contabile:

-In Paradiso-
Chiuso per mancato pagamento delle Indulgenze.

Tremonti, scontrino di Dio, aveva soltanto da imparare, praticando in fretta e senza troppo pensare.

Andreaseperso

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