venerdì 23 settembre 2011

L'Ellade Ci Aspetta

L'ELLADE CI ASPETTA

“Concittadini, l'Ellade ci aspetta!”
Risuonano i peana da ogni parte
mentre La Russa il labbro già si umetta
bramando reni rotte, e prega Marte
d'essere il colonnello delle schiere
che nel cavallo ascose viaggeranno,
-ché Troia sempre ha amato il Cavaliere!-
e il trucco i Greci stessi subiranno!
La flotta è giunta già da Lampedusa:
si tratta di barconi tunisini,
del tipo getta il profugo e poi usa,
poiché, come ci spiega Minzolini,
la Grecia noi non siamo, né la Spagna,
e coi risparmi attenti di Tremonti
si compran zattere a tenuta stagna!
In Grecia giunti, si gettano i ponti,
-ché il ponte sempre ha amato il Cavaliere!-
ma poi si fanno in fretta quattro conti
e i soldi non ci son per il geniere,
(Tremonti ci ha comprato delle pere)
sicché sono costretti a galleggiare
seguendo il Trota e le sue evoluzioni,
le sole che si possan ravvisare
in lui, rispetto agli avi suoi scimmioni.
L'esercito raggiunge il monte Olimpo,
e qui il Sommo Stratega si incupisce:
lasciato l'ippo ed apprestato il campo
quell'alta cima brama e concupisce :
“Al colle ascenderò, non son chimere!!
- ché il Colle sempre ha amato il Cavaliere!-
Ma l'Icaro che d'Arcore è venuto
non può portare a termine il suo piano:
l'allarme è presto dato e ricevuto,
manca all'appello un comandante nano!
Poiché Silvio è presente, si deduce
che non c'è traccia del buon Scilipoti,
il quale non in Grecia col suo duce,
ma nella Magna Grecia coi beoti
è ito, poiché l'aggettivazione
più che il digiun poté sul suo panzone.
Poi, in un fiat che non è di Marchionne
raggiungono l'Acropoli i soldati:
ma l'Eretteo ha perso tre colonne!
A restaurare il tempio son chiamati 
Cicchitto, Bonaiuti e Capezzone:
cariatidi, faranno meno scempio
che in Parlamento, o in televisione.
E questo è tutto, miei concittadini:
al suono del bouzuki la canzone
cantate del sovrano Berluscone,
imperatore fino all'Ellesponto.
In dracme, prego, poi pagate il conto.

S.M.

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