venerdì 9 novembre 2012

A Marco Travaglio, poesia satirica

    Marco Travaglio debutta sul Peggio con una poesia ad personam tutta per lui.

2 commenti:


  1. Travaglio, un Fatto quotidiano?


    Io faccio il giornalista con travaglio
    perciò so quel che dico e mai non sbaglio,
    vò dritto sul binario e non deraglio.
    Son io sulla mia nave l’ammiraglio,
    la rotta la dò io, senza scandaglio.
    Nemico sono acerrimo al bavaglio
    però i colleghi guido col guinzaglio.
    Non uso inchiostro ma spremuta d’aglio
    e gli altri mi respiran col boccaglio.
    Simpatico son qual serpe a sonaglio
    perché ho la voce ferma e non tartaglio
    e con l’accetta squarto schianto e taglio.
    Sallustri e Feltri a volte non uguaglio
    ma supero nel martellare il maglio.
    Il mio nemico mordo ed attanaglio,
    prima gli dò l’acconto e poi il conguaglio,
    son acido che il latte al volo caglio.
    Delle Procure il càravanserraglio
    setaccio alla ricerca del dettaglio;
    tra mucchi di verbali mi sguinzaglio
    (qualcuno mi evidenzia uno spiraglio?),
    con la tastiera in resta io battaglio
    finché il campo avversario non sbaraglio.
    Scaltrezza e gran mestiere ho nel bagaglio,
    ma a volte in un narciso io m’incaglio
    e m’innamoro perso di un abbaglio.
    Allora, ciucco ciuco, a vuoto raglio.

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  2. Occhio, malocchio,
    corno, bicorno,
    aglio, Travaglio,
    prezzemolo e finocchio.
    Attenti a ‘sto marmocchio,
    vi jetta ‘na fattura
    magari per procura
    Di acido muriatico
    v’asperge come viatico.
    Lui lotta senza posa
    per una sola cosa:
    averne ai piedi tanti
    di marco trafficant

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