lunedì 3 dicembre 2012

Evaso, poesia d'evasione per Alessandro Sallusti


2 commenti:

  1. Sallusti è la coerenza fatta uomo,
    leale con chi il pane gli procura:
    Berlusca invita all'evasione dura
    e lui continua a darsi, mai è domo.

    C0'è tanti che gli scappa la pipì,
    invece a Santanchè scappa Sallusti.
    Va bene non discutere dei gusti
    ma quella, s'è rifatta pure lì?

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  2. Sallusti e il giornalismo d’evasione


    Già lo vedo Sallusti coi ceppi
    (meno grevi della Santanchè)
    protomartire sacro ai lacchè,
    di cui tanti giornali son zeppi.

    Filipfacci, che par Mallarmné,
    con linguaggio che scortica i greppi
    e lasciando partir certi leppi
    getta merda sulle toghe, iole!

    Libertà d'opinione, signori,
    ma che c'entra la diffamazione!
    Dal Giornale e da Libero i cori

    di chi sempre e soltanto un padrone
    ossequiò con bavette e sudori:
    Verità?! mavalà, Berluscone!



    Sallusti e Berlusconi compagni di cella?


    Il Fido Sallusti col sor Berlusconi
    già senton rumore di fredde manette.
    Insieme ridotti ad acqua e baguette
    s’apprestano a scriver “Le nostre prigioni”.

    Buonini buonini per farsi parcere, *
    studi profondi faran d’ogni materia
    e come un Gramsci detenuto in Siberia
    ci regaleranno ‘I tablet dal carcere’.

    Aspettan che Mora di nuovo si aggiunga,
    poi Fede, Minetti e qualche altra sciacquetta:
    insieme con prosa erudita ma schietta
    daranno alle stampe ‘Arcipelago bunga’.


    * perdonare (arcaico)

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