venerdì 14 giugno 2013

Meno male che Letta c'è! o ci fa ...?














Lettamente lettamente

s’è svegliato dal lettargo

l’Enricuccio presidente

e ci prova a farsi largo.



Non è certo un saltimbanco

ma ha da far la piroletta

per scappare via dal branco

che vuol farsene polpetta.



Dice, dice e dice ancora,

butta lì paraboletta:

per uscir da morta gora

cita Nemo (che burletta!).



Qual gentile farfalletta

si esibisce alla tivvù

e alla fine fa colletta

perché soldi ce n’è più.



Non allatta e manco alletta

con quel viso da diporto:

pare un cencio a una molletta

steso al sole appena sorto.



Il suo eloquio non diletta,

assopisce anche lo spread.

Per le ferie ha una ricetta:

niente breakfast, solo bed.



Lieve come donzelletta

spunta col calar del sole:

neanche luna, ma lunetta

smorza l’urlo nelle gole.



S’è tosato a scodelletta

per nasconder la pelata

e completa la toiletta

con lo spirto di patata.



Per far sport va in bicicletta

ma pedala un poco stinco.

Sguazza dentro una caletta

con l’aplomb da ornitorinco.



Il Paese sta in bolletta,

non si può aumentar le tasse?

Lascia il compito a Brunetta

d’invocarle ancor più basse.



Se cammina non sculetta

altrimenti alle fanciulle

come zucchero in zolletta

tosto il ciclo gli si annulla.



Le auto blu con la paletta

ha bloccato in un cantone.

Tanto lui usa l’Alf-etta

per guidare la Nazione.


           Jena Gamuna

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